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PATOLOGIA STENO-OSTRUTTIVA AORTO ILIACA

PATOLOGIA STENO-OSTRUTTIVA AORTO ILIACA - Roberto Chiappa

COS’È?

Consiste nella formazione di placche aterosclerotiche nel segmento aorto-iliaco che causano un deficit di irrorazione sanguigna agli arti inferiori, agli organi sessuali e, in alcuni casi, ai reni. Costringe progressivamente a una marcia sempre più difficoltosa fino ad arrivare alla presenza di dolore a riposo, allo sviluppo di ulcere e necrosi a carico degli arti inferiori. Negli uomini può essere causa di impotenza sessuale.


COME SI RICONOSCE?

Inizialmente è asintomatica, ma in seguito compare un dolore crampiforme a livello del polpaccio, della coscia e del gluteo. Tale dolore è tipicamente intermittente (claudicatio intermittens) in relazione alla marcia e allo sforzo compiuto e si può associare a parestesie (formicolii cutanei) e impotenza sessuale. Con il progredire della malattia il dolore può comparire a riposo e si possono avere quadri di grave ischemia degli arti inferiori e/o insufficienza renale.

Gli esami utili per la corretta diagnosi sono:

  • ecocolordoppler dell'aorta addominale e degli arti inferiori;
  • angio-RM (Risonanza Magnetica) dell'aorta addominale e degli arti inferiori;
  • angio-TC (Tomografia Computerizzata) dell'aorta addominale e degli arti inferiori;
  • arteriografia aorto-iliaca.


CHI SI AMMALA?

I soggetti più a rischio sono persone che presentano già altre patologie aterosclerotiche (infarto miocardico, angina, ictus ecc.) e/o i seguenti fattori di rischio: fumo, diabete, ipertensione arteriosa,  dislipidemia (iper-colesterolemia, iper-trigliceridemia), iper-omocisteinemia e alcune malattie congenite. In genere sono più a rischio gli uomini rispetto alle donne e le persone con più di 50 anni.


COME SI CURA?

 

 

Vi sono diverse tipologie di trattamento.
  • Trattamento medico: terapia con antiaggreganti piastrinici che impediscono alle piastrine di legarsi alle placche aterosclerotiche aggravando la malattia, farmaci emoreologici che rendono il sangue più fluido e in grado di scorrere più agevolmente all'interno dei vasi malati, farmaci vasodilatatori che incrementano la vascolarizzazione periferica. E’ fondamentale la correzione dei fattori di rischio dei singoli pazienti, l’astensione dal fumo e una corretta attività fisica. I risultati possono essere buoni nelle fasi iniziali della malattia.
  • Trattamento chirurgico: si attua sostituendo (bypass) il tratto di arteria occlusa con una protesi sintetica (Dacron, PTFE) o ripulendo l’arteria attraverso la rimozione dall’interno delle placche aterosclerotiche (endoarterectomia).
  • Trattamento endovascolare: attuabile nei casi di stenosi segmentarie per via percutanea (senza incisioni). Si effettua un’arteriografia e si dilatano le arterie nei punti in cui sono stenotiche (ristrette), eventualmente impiantando uno o più stent (tubicini di maglia metallica).
09/10/2009