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pubblicati sul NEJM i risultati dello studio CREST

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26 maggio 2010 – Pubblicati online i risultati dello studio CREST (Carotid Revascularization Endarterectomy Versus Stenting Trial) in attesa della stampa sul
New England Journal of Medicine. I dati sono stati presentati per la prima volta il 26 febbraio presso la International Stroke Conference 2010 a San Antonio, Texas

Come ben descritto nel New England Journal of Medicine, lo studio CREST ha assegnato in modo casuale i pazienti con stenosi carotidea sintomatica o asintomatica al trattamento endovascolare (stenting dell'arteria carotide -CAS) o endoarterectomia carotidea (CEA). L'endpoint primario composito era ictus, infarto del miocardio (MI), o morte per qualsiasi causa durante il periodo periprocedurale o ictus ipsilaterale entro 4 anni la procedura. 

Gli investigatori CREST hanno concluso: "Tra i pazienti con stenosi sintomatica o asintomatica carotidea, il rischio dell'esito primario composito di ictus, infarto miocardico o morte non differiva in modo significativo nei due gruppi (CAS vs CEA). Durante il periodo periprocedurale, c'era un rischio maggiore di ictus con impianto di stent e un maggior rischio di infarto miocardico con endoarterectomia. " 



Gli investigatori hanno riferito che su un periodo di follow-up medio di 2,5 anni in 2.502 pazienti non vi era alcuna differenza significativa nel tasso stimato a 4 anni di esito primario composito tra il gruppo CAS e il gruppo CEA (7,2% vs 6,8%; rapporto di rischio con impianto di stent, 1.11, intervallo di confidenza 95%, 0,81-1,51, p = 0,51). Nessuna influenza significativa era determinata dalla sintomaticità della lesione (P = 0,84) o dal sesso dei pazienti (P = 0,34). 

Il tasso a 4 anni di ictus o morte è stato del 6,4% e il 4,7% rispettivamente nel gruppo endovascolare CAS e chirurgico CEA(hazard ratio, 1,5, P = 0,03); nel sottogruppo dei pazienti sintomatici 8% e 6,4% (hazard ratio, 1,37; P = 0,14) ed in quello dei pazienti asintomatici 4,5% e 2,7% (hazard ratio, 1,86, P = 0,07).

Il tasso periprocedurale dei singoli componenti degli endpoint tra il gruppo CAS e CEA era: morte (0,7% vs 0,3%, P = 0,18), ictus (4.1% vs 2.3%, P = .01), e MI (1,1 % vs 2.3%, P = 0,03).
Dopo questo periodo, l'incidenza di ictus ipsilaterale  era similmente bassa (2% vs 2.4%, P = 0,85).

In un editoriale pubblicato online prima della stampa sul New England Journal of Medicine, Stephen M. Davis, MD, e Geoffrey A. Donnan, MD, hanno concluso che data la mancanza di differenze significative nel tasso di complicanze a medio termine, la scelta del tipo di trattamento più appropiato va fatta caso per caso sulla base delle specifiche caratteristiche del paziente e che sono necessari risultati di più lungo termine per una valutazione completa dei rischi e benefici delle due metodiche.  

  La questione del rischio-beneficio è complessa e deve essere discussa con i pazienti
 

02/10/2010